
Non sparisci più nei giorni no.
I sintomi possono esserci.
I limiti possono esserci.
Ma tu resti.
Ci sono giorni in cui non è solo quello che vivi.
È che ti perdi completamente.
Non ti riconosci più.
Non sai più chi sei.
Quello che provi, le cose che vorresti fare, quello che non riesci più a fare…
diventa tutto.
Dentro quel loop inizi a vedere solo:
- i sintomi,
- ciò che non riesci a fare,
- il senso di colpa e di impotenza,
- la paura che la situazione peggiori,
- il confronto con la persona che eri prima.
E tu lì dentro sparisci.
E più provi a uscirne, più affondi.
Sempre di più. Sempre nello stesso modo.
Il problema non è la malattia.
È quello che succede dentro di te quando prende tutto lo spazio.
Perché è lì che inizi a perdere te stessa. Che smetti di distinguere
ciò che stai vivendo da chi sei.
E finché non cambi qualcosa in quel momento preciso, continuerà a succedere.
Uguale.
Ogni volta.

Io tutto questo l'ho vissuto una marea di volte.
Quando ero a casa, sul divano, che non riuscivo nemmeno a pensare, a riflettere, a muovere un muscolo.
Quando arrivava quel mal di testa che mi intrappolava in una stanza buia e silenziosa e non sapevo mai quanto sarebbe durato né come ne sarei uscita.
Quando ero piegata in due dal mal di stomaco e mi esplodeva l'intestino perché avevo mangiato qualcosa di sbagliato senza nemmeno capire cosa.
Io lì smettevo di vedermi.
Mi identificavo completamente con tutto quello che stavo vivendo: sintomi, limiti, confronto con la persona che ero “prima”.
E continuavo a tornarci, a ricaderci, ogni volta che vivevo un giorno no.
E anche quando passava, non era davvero finita.
Perché sapevo che ci sarebbe stato un altro giorno no.
Non sapevo quando. Ma sapevo che sarebbe arrivato.
E mi restava addosso la paura di quanto sarei affondata questa volta.
È cambiato tutto quando mi sono posta una sola domanda, molto tempo fa:
dentro tutto questo, chi posso essere ora?
Convivendo nasce proprio dalla risposta a questa domanda.
Dentro Convivendo ho messo tutto quello che mi ha permesso di non perdermi più nei giorni no.

Dopo Convivendo, nei giorni no non sparisci più.
La malattia, i sintomi, i limiti ci sono ancora.
Ma tu resti.
E soprattutto impari a creare un confine tra te e quello che stai vivendo.
Perché la malattia può occupare spazio.
Può cambiare quello che puoi fare in quel momento.
Può chiederti di fermarti.
Ma non deve diventare tutto ciò che sei.
Inizi a riconoscere il momento in cui stai per perderti dentro quello che vivi.
Non soltanto dopo.
Proprio mentre sta succedendo.
E lì hai finalmente qualcosa che ti aiuta a non affondare.
A fermarti.
Creare un confine.
E aprire uno spazio in cui tornare a te.
Uno spazio in cui i sintomi possono esserci.
I limiti possono esserci.
La giornata può essere tremendamente difficile da reggere.
Ma tu puoi continuare a esserci, insieme a tutto questo.
Senza misurare il tuo valore in base a quello che riesci o non riesci a fare.
Senza distruggerti nel confronto con la persona che eri prima.
Senza lasciare che ciò che stai vivendo in quel momento occupi tutto lo spazio.
Perché impari a non perderti più allo stesso modo.
Se lo senti, non aspettare il prossimo giorno no.

Immagina un giorno no in cui non devi più scomparire.
Ma soprattutto:
in cui non smetti più di essere te.
Questa è la differenza.
Convivendo non è un corso da studiare.
Non è qualcosa che capisci, che leggi e che dimentichi subito dopo.
È qualcosa che impari a usare quando stai per perderti.
È sapere cosa fare mentre succede.
Non è teoria.
Non è motivazione.
È qualcosa di pratico che usi proprio lì dentro.
Non è una rivoluzione.
È un'interruzione.
Accesso immediato.
Dentro trovi un allenamento pratico per non perderti nei giorni no.
Non devi studiare.
Devi iniziare a usarlo quando succede.
Giorno dopo giorno impari a riconoscere quello che accade quando la malattia prende tutto lo spazio, a creare un confine tra te e ciò che stai vivendo e a riaprire quello spazio interno in cui puoi tornare a te.
È un meccanismo semplice.
E soprattutto replicabile.
Qualcosa a cui puoi tornare anche dopo la fine dei 18 giorni, ogni volta che ne avrai bisogno.
Se ti sei riconosciuta leggendo tutto questo, lo sai già.
Non è una questione di capire.
È che non vuoi più restare lì.
Puoi iniziare ora.
22 euro solo una volta.
Quel senso di colpa, quel senso di impotenza, quel senso di non essere abbastanza o non all'altezza, quel senso di non essere più la persona che eri prima di tutto questo…
è tutto reale.
E quando sei lì, ti sei già persa.
Finché non cambia qualcosa prima, continuerai a tornare lì.
Convivendo serve a questo.
A non perderti più proprio in quei momenti.
Se per te questo non è importante, puoi lasciare tutto com'è.
Ma se lo è, non hai bisogno di pensarci ancora.
Se lo senti, è adesso.
Perché il punto non è se succederà.
Succederà.
Il punto è cosa farai quando succede.

Sono Silvia Pari, Coach Identitaria specializzata in Medical Coaching.
Convivo con le malattie croniche da oltre 10 anni e, a partire dal 2017, ho ricevuto 8 diagnosi di malattie croniche e autoimmuni.
Per anni mi sono persa nei miei giorni no esattamente così.
Convivendo nasce da lì.
Da quello che ho dovuto imparare per creare un confine tra me e ciò che stavo vivendo e non sparire ogni volta dentro alla malattia.
Oggi porto questa esperienza insieme al mio lavoro professionale per accompagnare altre persone a riconoscersi oltre ciò che vivono e tornare ad avere un ruolo attivo nella propria vita.